

Interviste ai protagonisti della Ricerca e dell'IT nonchè del settore turismo per avere un termometro preciso della crescita di questo paese e della sua evoluzione in generale con l'utilizzo di strategie innovative e business 2.0
5 domande con 5 risposte in 160 caratteri a: prof. Stefano Mainetti del MIP School of Management Politecnico di Milano
1. Web ergo sum di fatto anche nel nostro paese?
M.: Lentamente e un pò stancamente, ma...finalmente.
2. Ho... un Grillo per la testa; se siamo ultimi in competitività è colpa della politica?
M.: La politica non è altro che il nostro specchio. Non ci resta che darci da fare.
3. Negli USA nascono successi dai garage. Qui nascono insuccessi dalle Banche. Colpa dell'impresa?
M.: Con un pò di vera meritocrazia non avremmo più paura né di garage né di insuccessi.
4. La spaghetti integration delle aziende nostre è il frutto dell'arricchimento di certe SW House?
M.: ...o il frutto dell'operato di certi "manager"?
5. Cinque doti per un CEO 2.0?
M.: Non è facile definirle a priori. E' però importante essere un buon CEO 1.0 e aver approcciato la rete con fiducia e coraggio, meglio se già dagli anni '90.
A colloquio con Corrado Farina Hosting Sales Specialist Divisione Enterprise Microsoft Italia.
Milano 16 giugno 2008

AK: Ciao Corrado mi racconti cosa vuol dire Hosting Sales Specialist?
CF: Seguo il mercato dei servizi in hosting di Microsoft, il canale diretto SaaS, in cui il cliente finale non compra il software, l’hardware, la manutenzione, etc. ma compra un servizio fatto e finito che comprende tutto. Con tanto di SLA, ovvero livelli di qualità minima garantita.
AK: Il tuo mercato e relativa clientela?
CF: Prevalentemente settore telefonico, servizi internet e grandi aziende di system integration. Una clientela alla ricerca di esigenze avanzate, dal canale diretto prosumer, ovvero consumatore professionale, alle PMI fino alle grandi multinazionali.
AK: Chi gestisce questo vostro servizio?
CF: È Il Service Provider che gestisce sui suoi server le tecnologie e le combina con tutto quello che serve a ottenere un prodotto finito nei suoi diversi modelli di business quali: application, internet, intranet, eccetera...
AK: Cosa ne pensi del rapporto settore turistico tecnologia?
CF: Una storia ancora da scrivere. Il mondo del turismo, e io ho imparato a conoscerlo in modo approfondito solo da un anno, è frammentanto e non fa industria. Fa solo nicchia. E per definizione la nicchia è perdente sul lungo termine. La nicchia vive dentro un grande gruppo, mai da sola. Altrimenti è artigianato puro. E l’artigiano non ha le risorse per investire e crescere in un mondo globalizzato. E poi...
AK: E poi? Sono curioso. Anche se penso di conoscere buona parte della tua risposta...
CF: E poi vedo che non c’è la propensione a rischiare, ad adottare nuove tecnologie in anticipo, a precorrere i tempi. Da noi si segue l’onda. Hai mai sentito parlare del blu e red ocean?
AK: Se è quello che immagino sì durante qualche lezione di marketing ho affrontato il tema.
CF: Il red ocean è la zona dove risiedono tutti i competitor, quindi un mercato sicuro ma con margini bassi e in cui il sangue scorre a fiotti. Il blu ocean è il mare azzuro, senza alcun competitor, luogo ideale ma che è appunto libero perchè ritenuto non “pescoso”. Quindi sta al bravo imprenditore capire se è tale perchè realmente non ci sono risorse, o perchè nessuno è riuscito a scoprirle e lui è il primo. Se così fosse, avrebbe qualche anno di campo libero. Poi diventa anche quello un red ocean e bisogna scoprire un nuovo paradiso incontaminato.
AK: Capisco quindi vince ancora il First Mover. Mi fai un esempio del tipo di tecnologie proposte da Microsoft?
CF: Io mi occupo di servizi in hosting, dove un soggetto compentente (xSP) installa nel suo datacenter le tecnologie, e fornisce una serie di funzionalità (sito web, posta elettronica, CRM, backup, etc) a un cliente finale, che può essere un’industria, un negozio, un’agenzia viaggi. Il tutto a fronte di un canone mensile.
AK: Hum... quindi per esempio un'agenzia potrebbe dedicarsi solamente alle sue attività di vendita e non a far funzionare questi strumenti IT ma perchè si fatica ancora molto far passare questo concetto?
CF: Perchè tutti hanno ancora in mente la gestione di tutto in casa, tutto sotto controllo, tutto mio. Senza guardare il canale e la TCO cioè il costo totale del servizio e/o del disservizio. Va giù la posta elettronica per esempio ma quanto mi costa, come mancato business, o cattiva immagine verso il cliente? Nessuno se lo chiede. E nessuno lo calcola.
AK: Corrado condivido l'analisi ma torniamo al First Mover. Su cosa non “si rischia” in Italia ?
CF: Su niente. tutto viene scelto dopo averlo provato e riprovato ma alle volte quando scegli una tecnologia gli altri sono due passi avanti.
AK: Io sono molto affascinato dal settore Mobility e dalle immense opportunità. Microsoft mobility?
CF: Certamente è uno dei filoni in cui il concetto di SaaS è più calzante. Oggi su un palmare si può fare di tutto, noi come Microsfot abbiamo una leadership di mercato con Windows Mobile, adottato da quasi tutti i vendor di hardware.
AK: Ho partecipato a diversi forum in ambito proximity e mobility cosa ne pensi approcciando il turismo?
CF: L’agente di viaggio magari usa altri servizi in mobilità (per esempio vede le news di borsa, il conto on line o la mail on line) ma non pensa che potrebbe essere un nuovo canale per essere contattato dai clienti in qualunque luogo e/o per seguire per esempio l’andamento delle vendite via CRM sul mobile. O per rispondere in tempo reale a delle richieste o vedersi la chiamata dirottata sulla casella di posta che fa anche da segreteria telefonica.
AK: Corrado ma, secondo te, l’ostacolo più forte?
CF: Mah... forse la pigrizia del settore. Non si vuole investire, nè in costi nè in formazione con tempo da dedicare per imparare e/o insegnare ad eventuali collaboratori. È un po’ la metafora dell’Italia. Si deve cambiare la mentalità, in generale e in questo ambito in particolare.