Innovazione Turismo

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Buona serata,

ne approfitto per dire la mia ;)

avendo una visione(mi auguro oramai men che generale) delle Direzioni Future:le involuzioni ed evoluzioni che tutta

la filiera del mercato subisce e condiziona.

Sono cresciuto facendo molto banco, educational, fiere e successivamente molte visite in agenzie (da promoter) ma

soprattutto seguendo sempre il canale che è e sarà in continua evoluzione:Internet.

Il Futuro? boh! sarà di Internet?

Certemente il nostro lavoro sempre più è orientato verso una collaborazione è un partenariato con le adv Viaggi.Nel

programmare, nell'individuare nuovi segmenti di mercato.

In futuro, il nuovo agente di Viaggio forse avrà necessarie competenze per dialogare bene con i nuovi media e

sistemi di comunicazione. Mezzi necessari ad incontrare sempre più una clientela che ha un approccio molto più

familiare di prima. Dall' 85 ad oggi ne sono cambiate di cose e tante ancora ne cambieranno ancora!

E' stato davvero un piacere, un saluto a tutti!

Michele Saracino

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Caro Michele,

agli inizi di maggio sul blog dell'amico Paolo postavo questo mio intervento e confermavo il titolo del tuo post http://www.advitalia.org/dblog/articolo.asp?articolo=56

In questa piazza virtuale possiamo confrontarci e discutere del futuro e del presente della nostra distribuzione di servizi e dei nostri consumatori, sempre più cyber, tuttavia anche per noi è venuto il momento di non porsi domande tipo ''Il Futuro? boh! sarà di Internet?'' dalle risposte scontate, determinate buon per noi dal mercato, ma di agire nel vero spirito res non verba.

Qui noi dobbiamo dobbiamo principalmente trovare idee, dobbiamo confrontarci con delle visioni, dobbiamo educare da un lato il mondo IT che qui ci partecipa e ci legge riferendomi a PayPal, Microsoft, Valuelab, Twins, Contactlab e dall'altro informare il mondo del turismo che altrettanto ci legge e partecipa con Worldspan, Frigerio Network, Eden, Easy Market e altri ancora, che ci sono strumenti adeguati per meglio promuovere e vendere i servizi a utenti della now generation.

Vista la tua esperienza presso le agenzie immagino tu saprai bene che certe agenzie di viaggio impennano le vendite di certi tour operators solo perchè questi tour operators assumono dei promoters cloni di Raoul Bova o Costantino per meglio impattare su una certa generazione di banconiste. Ti pare possibile che sia ancora questo il modo di vendere alle soglie del 2010?

Ciao a presto.

alex k
Caro Alex,
concordo certamente:ci sono molte agenzie che rispondono molto più alla presa di un
promoter/fotomodello.La comunicazione non verbale e del corpo è di sicuro molto importante, per cui in una azione di marketing magari una bella presenza può giocare un ruolo importante per l'appeal verso il potenziale marcato.
Questo atteggiamento però lascia il tempo che trova e avere buoni riscontri molto spesso è sintomo di buon lavoro e ricerca, costante, nel tempo.
Ci sono fortunatamente sia T.O. che agenzie di viaggio che tralasciano
l'aspetto del "belloccio", orientandosi verso concretezze e professionalità
che la figura del promotore vendite, a mio avviso,in evoluzione, richiede.
I nuovi mezzi di comunicazione non in tutte le agenzie sono ben presenti e
tantomeno utilizzati.
Non faccio riferimento a strumenti per utenti più "skillati" (mail marketing o altro) ma gli strumenti necessari ad avere una presenza online e l'ABC della comunicazione online.
In Puglia, Basilicata, Calabria,mi spiace dirlo, regioni che seguo per incarico , le
agenzie di viaggio che hanno un sito internet istituzionale, sono appena il 30%.
Dato questo che mi porta a pensare...
Michele
Rispondo al tuo post perchè i miei dubbi sul futuro del turismo non sono molto diversi dai tuoi.
Ho lavorato nel turismo 10 anni e da 3 lavoro nell'IT come libero professionista.
Da ex agente di viaggi mi rendo conto che ad Internet manchi qualcosa...
qualcosa di simile alla "tangilibilità della fiducia" ...

la fiducia che un viaggiatore da ad un pezzo di carta stampato e nel quale proietta le sua fantasie ,
o anche alla fiducia che lo stesso da all'agente di viaggio o all'amico che gli ha consigliato quel posto.
A mio avviso internet è ancora una scatola priva di fiducia...
ma non parlo della fiducia della tecnologia utilizzata per fare un sito o della sua navigabilità...
parlo di empatia...

un empatia che un tempo era data dai cataloghi.. e dallo sproloquio di qualche agente di viaggio innamorato di quel posto.

Penso quindi sempre di più ad un idea che possa riempire di empatia i viaggi in internet..
facendo in modo da dare l'entusiasmo al viaggiatore anche prima di partire...
questa sarebbe quindi il vero passaggio, o meglio , la lacuna... che internet crea, sviolinando mappe, video, descrizioni sintetiche, screenshoot... e multimedia.
A mio avviso invece di riempire...
elimina di volta in volta tutto il romanticismo del viaggio, eliminado quella strana e breve ansia , che arricchisce..
e che porta il viaggiatore a vivere quel viaggio in modo proprio.
Spero di non essere stato prolisso..

Ciao..
Giancarlo.








.
Michele, all'uopo ti segnalo una intervista che ho realizzato pochi giorni prima del TTG di Rimini a Geronimo Pirro, Mktg Manager Sud Europa di Sabre Travel Network, che credo possa essere di tuo (vostro) interesse in quanto tocca i temi delle tue riflessioni.

Poi mi viene in mente una visione che mi è capitato tempo fa di condividere con altri professionisti della comunicazione e del web che ha portato - almeno per alcuni - alla conclusione che le nuove forme di comunicazione in rete possano portare beneficio soprattutto ai professionisti, ai piccoli imprenditori, quindi - aggiungo io - anche agli agenti di viaggio.

Che, in definitiva, blog, social network e quant'altro il termini di generazione di business il web 2.0 (pardon, non si può dire) ha messo a disposizione, non sia per le grandi corporate ma per i singoli.
Che, in definitiva, le grandi aziende difficilmente scenderanno nell'arena per affrontare a viso aperto il cliente e che altrettanto difficilmente si toglieranno di dosso il patinato dei cataloghi cartacei.
La microazienda - come è generalmente l'agenzia di viaggi - è fatta da persone che hanno voglia di condividere e trasmettere la propria professionalità (almeno di spera) e sono quindi maggiormente predisposti ad un dialogo one-to-one (di ottimi esempi ne abbiamo in casa).
Personalmente credo che un'azienda che è presente su Second Life non significa in automatico che abbia compreso le potenzialità del web.

Fabrizio Olati
Ciao Fabrizio,
mi scuserai se non abbiamo avuto l'occasione di conoscerci di persona al TTG ma il tempo è stato davvero brevissimo.

Ho ascoltato l'intervista sul blog che hai segnalato ed è molto interessante.
Attraverso Pirro è emerso che il cambiamento in Europa c'è stato e che le agenzie in Italia si apprestano a viverlo in questo momento.

Concordo con te appieno sul fatto che ad essere primi attori della scena ne dovranno essere gli agenti di viaggio che sono la maggiore parte del mercato.
La microazienda? ritengo però che per utilizzare i nuovi media ed i nuovi mediatori linguistici e commerciali
(piattaforme B2C) avrà bisogno di nuove competenze? e che hanno più a che fare con la comunicazione online?
oltre che ad essere degli ottimi agenti di viaggio?
Altrimenti altre competenze ancora, quali?

Non conosco il mondo SL;ancora è in una fase di studio,ne carpisco solo le imoressioni di gente che lo studia dal punto di vista sociologico.
A presto.
Michele

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