Innovazione Turismo

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In effetti Mr. Welch CEO General Electric ebbe a dire "Change before you have to" ovvero "cambia per non essere costretto a cambiare" ma questo monito mi sa non sia molto di moda fra gli addetti del nostro turismo.

Oltre a mostrare scarso interesse e/o cultura gli addetti sono anche spesso poco curiosi e non guardano cosa avviene, o per meglio scrivere, cos'è già avvenuto nei paesi anglo sassoni e comunque nel resto del mondo.

Gli italiani forse sono poco restii ad acculturarsi in ambito ICT e nelle fiere all'estero ne troviamo sempre pochi... Io comunque ho sempre curiosato e viaggiato, da San Diego e Seoul, per visitare, ascoltare, esibire, testimoniare, parlare...


Chi vince? Vince comunque il turista. Una volta passava di agenzia in agenzia nella stessa via ora invece compara i prezzi e le possibili vacanze fra un sito web e l'altro comodamente da casa e/o nelle pause della sua attività quotidiana...

alex e.k.

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Siamo in Italia, un magnifico paese per chi lo conosce ed apprezza ma con tantissimi difetti. L'impresa è sempre castigata ora più che mai. Profitto in Italia è una brutta parola. Altrove almeno nel mondo occidentale ha solo connotati positivi. Probabilmente la responsabilità sta nella nostra storia, siamo una nazione giovane, idealista e con una costituzione fatta in clima di guerra civile. Lo so che non è bello scivolare verso la politica ma le giustificazioni allo stato di abbandono da qualche parte devono venire...

Tu sai che da almeno 3 anni mi sono messo a ragionare su quale sia la forma tecnologica presente/futura più interessante per la distribuzione turistica. Negli ultimi mesi poi ho iniziato a girovagare per il mondo per conoscere quanto di meglio si fa altrove. Non sono esterefilo e mi costa ammettere che siamo arretrati di almeno 10 anni rispetto a quanto si fa al di la delle Alpi. Non è solo il ritardo tecnologico che mi preoccupa anche perchè la tecnologia è ormai un patrimonio comune. Quello che mi preoccupa è il ritardo nella volontà di fare impresa e di innovare. Guarda le nostre associazioni ed i nostri network. Guarda la stampa di settore. Guarda Italia.it. Siamo il solito paese da operetta.

Responsabilità? Troppo facile indicare attori quali la grande impresa, le banche e la politica. Siamo responsabili tutti, compreso me, povero piccolo bottegaio;)

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Io conosco il comparto turistico sotto due profili: da utente che va in vacanza (poco) e da gestore di partecipazioni fieristiche di aziende/enti che operano nel turismo.
Sono pienemante d'accordo con Paolo Zaccheo sulle reponsabilità della nostra classe politica (abusivismo, scempi paesaggistici, speculazone) e sulle responsabilità di certi operatori economici che vedono nel turista, italiano o straniero, un pollo da spennare.
Da turista, non vado più in vacanza in Italia da anni: viaggiando per lavoro, il mio rifigio è una casa in campagna dove si sta benissimo. Altrimenti le mie mete sono i Paesi europei. L'Italia vacanziera la frequento, se posso, solo in bassa stagione per via dei costi esageratamente alti in rapporto al servizio offerto.
Da professionista, mi accorgo che sotto il profilo comunicazione/promoziome/marketing, l'Italia è vista all'estero come una miriade di diverse nazioni che vanno ognuna per loro conto. In Italia, ho la percezione dell'unitarietà degli altri competitor (Spagna, Francia, Turchia, Cipro, Slovenia).
Il decentramento amm.vo ha portato le Regioni ad impegnare ingenti fondi pubblici per rivestire gli autobus cittadini di poster promozionali, pensando che questa sia comunicazione/promoziome/marketing in grado di aumentare i flussi turistici.
L'Italia deve tornare ad essere attraente per il turismo giovane, quello che tempo sceglie la Croazia, la Grecia, la Spagna. È necessario, da un lato, uno sforzo organizzativo e collaborativo per creare pacchetti che siano qualitativi e abbordabili economicamente (andando a vedere cosa e come fanno all'estero); dall'altro lato, è necesario uno scatto culturale in avanti che porti le aziende turistiche ad essere innovative nella comunicazione non solo verso il cliente consumer (colui che deve andare in vacanza) ma anche verso il cliente business.
Le fiere italiane del turismo certo non aiutano (BIT è ancora diviso per destinazioni, Il Globe di Roma è stato un mezzo flop in quanto ad affluenza): ecco quindi che è necessario guardare all'estero dove però gli operatori turistici fanno fatica a confrontarsi proprio in virtù del gap culturaltecnologico di cui abbiano parlato.

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Non vorrei uscire dal seminato ma ho l'obbligo di informarvi che l'AD della Fiat, nata ben prima di Apple, trova appropriato paragonare la stessa FiAT alla casa fondata da Steve Jobs e l'ultima nata al suo iPod. Potenza dell'IT o ennesima difficoltà di amministratori a corto di idee?

"Prima pagina del 4/7/2007 Copyright © La Stampa Parla L’AD Marchionne. Stasera a Torino la grande festa «Fiat sarà la Apple dell’auto e la Cinquecento il suo Ipod» Stasera a Torino una grande kermesse sul Po festeggia il debutto della nuova Cinquecento Fiat. Nelle case di tutti gli italiani il remake dello storico modello entrerà con una pubblicità assolutamente originale: parla di Falcone, Ciampi, Valentino Rossi e Giorgio Gaber, non nomina mai la 500 e cita la Fiat solo una volta, alla fine. A scrivere il testo dello spot ed a scegliere le foto è stato l’amministratore delegato Sergio Marchionne. Per lui l’imperativo è «pensare differente», lo stesso slogan della Apple. «Vedere il mondo in maniera diversa. La Fiat sarà la Apple dell’auto e la Cinquecento il nostro iPod»."

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