Innovazione Turismo

Idee e Tecnologie 3.0 - We are online since May 2007

 
Bertolt Brecht amava dire che lavorava duro per preparare il suo prossimo errore. Uno dei tratti distintivi della nostra epoca é la demonizzazione dell'insuccesso, a cui di solito segue la fase - questa tipicamente italiana - della ricerca del colpevole. Non si può sbagliare, eppure incappare in un errore è, prima o poi, inevitabile. Come reagire allora? Imparando a vedere nell'errore un'opportunità, una straordinaria forma di apprendimento. Fin dai tempi della scuola, sin dai primi anni, ricordo la massima "sbagliando si impara". Ci veniva spesso chiesto "dove avete sbagliato oggi" e quando non vi erano risposte ci veniva detto "senza insuccessi non vi é apprendimento".
La consapevolezza del valore costruttivo dell'errore diventa quindi fondamentale per la crescita e il miglioramento continuo. La gestione dell'insuccesso ci porta a valutare, con occhi nuovi, la situazione in cui ci troviamo e a risolvere i problemi in maniera creativa, sviluppando nuove strategie. Nell'ambito lavorativo parliamo spesso dell'importanza del cambiamento, soprattutto organizzativo, come fattore chiave per il raggiungimento del successo in un contesto che evolve continuamente.
L'analisi dell'errore, con la sua capacità di ristrutturare la percezione che abbiamo di una situazione, stimola l'organizzazione a migliorare e, soprattutto, porta a modificare le condizioni in cui l'errore é avvenuto, evitando che si ripeta in futuro.
Alcune realtà aziendali stanno sviluppando nei confronti dell'errore un atteggiamento positivo e, soprattutto, pragmatico.

"SBAGLIANDO SI IMPARA"

Tags: errore, imparare, insuccesso, sbagliare, successo

Views: 24

Reply to This

© 2013   Created by alex kornfeind.   Powered by

Badges  |  Report an Issue  |  Terms of Service