... se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di "cataloghi" e combattendo disperderli :-)
Sì è scritto abbastanza nei giorni scorsi all'interno di
ADVItalia, su Blog e relativa mailing list, sull'utilizzo del catalogo come metodo divulgativo.
Chi mi conosce sa che son titolare banconista dal 1995 - conosco nuc, roe e oag dal 1997 - ma sa bene che sono anche con i piedi per terra, non solo quindi sul predellino del treno tecnologico, e soprattutto mi riconosce come fermo oppositore del catalogo cartaceo come metodo d'ingaggio.
Con il pieno rispetto di chi si coccola il suo cliente vergando ancora lettere con stilo e calamaio, avvisandolo con il telegramma dell'arrivo dei documenti presso l'agenzia, nel secolo scorso eri qualcuno se stavi sulle Pagine Gialle ma in questo millennio se non sei su internet non sei nessuno.
Per chi crede che qualcosa sia cambiato ecco due link interessanti il primo si occupa di
statistiche mentre il secondo sul processo di
influenza che ovviamente poggia sull'era c2c che stiamo affrontando
Questa che segue invece è un'affermazione di uno di quelli che contano nel Turismo - quello con la T maiuscola non minuscola ahinoi come quello nostro - "I giorni in cui i clienti scelgono un viaggio su un catalogo e poi vanno in agenzia sono ormai finiti". Miles Morgan Marketing Director Thomson - Travel Summit Distribution Londra May 2007
Come noterai è di quasi due anni fa ma forse, qui da noi, solo fra tre o quattro anni potremo accarezzare l'idea che un catalogo cartaceo NON rappresenta più lo strumento di vendita ma solo spreco, spreco, spreco di denaro che potrebbe essere impiegato per migliorare l'interazione e la profilazione del turista e assecondarlo nei suoi desiderata.
Da certi banconisti e da certi titolari mi si obietta il fatto che i cataloghi siano solo carta da destinare al macero - come fanno molti colleghi con le copie scadute o invendute - presentandomeli come dei "libri" che i clienti, senza computer e senza sapere cosa sia una mail o un Sms/Mms, hanno il piacere di leggere a casa dopo che questi ne hanno fatto incetta presso le agenzie di viaggio.
A prescindere che nelle edicole i monografici di Traveller valgono più di cento cataloghi degli operatori oggi i clienti hanno modo di utilizzare
banconisti virtuali informati più di noi e divertirsi con i
novelli goderecci Chatwin di casa nostra.
Ovviamente mi si obietterà che la lingua inglese qui da noi non la conoscono in molti e che internet non è accessibile a tutti. A prescindere che per non avere internet oggi devi avere più di 60 anni, essere single e senza figli, senza sorelle e fratelli con figli e senza amici - che magari potrebbero avere figli e nipoti - ecco allora voilà la televisione nazionalpopolare nata nel secolo scorso prima di internet con la mitica RAI TV e i programmi di
Licia e
Geo.
Che tenerezza che mi fanno quegli agenti di viaggio che si organizzano in gruppi su Facebook contro Licia Colò. Fanno proprio tenerezza. Mi ritornano in mente quelli che nel 1998 dicevano "noi non venderemo mai
Go che se la prendano su internet i turisti che vogliono andare a Londra con quella compagnia!" No comment :-))
Abbiamo visto in passato cataloghi rilegati e belli quasi quanto dei coffee book, tipo quelli di Mosaico, oggi abbiamo tour operators che vogliono farseli pagare da noi agenti e poi vantiamo qualche illuminato, come l'amico Bertini di Eden, che propone ai suoi turisti e a noi agenti un ibrido fra informazione/formazione con il bel prodotto
webTV.
Voglio spingere assieme a te sull'acceleratore della mia posizione nell'incipit.
Ipotizza che un cliente abbia intenzione di andare a Barcellona. Secondo te tra la fotina ritoccata in Photoshop del catalogo cartaceo, di uno dei tanti operatori, e un video che gira in agenzia alle mie spalle o sul monitor del mio banco il cliente per scegliere un albergo dove ritroverà meglio
l'emozione del suo futuro acquisto?
Per contro molte agenzie non vantano un sito vetrina e non avendo email con un proprio dominio - ciò accade anche con qualche tour operator - utilizzano le freemail facendo transitare dati sensibili ovunque. Figuratevi quindi il parlar/scriver loro di comunicazione globale, di profilazione e altro ancora a ridosso del 2010 e il turismo spaziale realtà.
Nel corso del 1998 affermavo "...La mia idea è di trasformare le agenzie di viaggi dal concetto attuale di edicola, dove si trovano una miriade di cataloghi ed operatori differenti a profumeria, dove si hanno a disposizione 4 o 5 marchi soltanto di operatori specializzati, scelti dall'agente. In questo modo sarebbe l'agente specializzato a fidelizzare il TO, al contrario di quanto avviene ora, e con la selezione dei fornitori l'agente sarebbe più produttivo anche per gli stessi TO che vende..." TTG n54 2 Luglio Taglio delle commissioni ci stanno pensando anche i TO? A cura della redazione.
Cosa ne pensi?
A parte gli scherzi direi che c'è ancora molta strada da fare per definire un format innovativo che riesca a sostituire il catalogo cartaceo con qualcosa di multimediale. Personalmente ci sto lavorando con i clienti di showmi ma posso assicurarvi che non è un'impresa da poco trasformare una pagine di cartacea in qualcosa di sorprendente su Internet..